Chiusi in casa, niente da fare, la mamma ci ha detto di stare un po' insieme e fare «qualcosa di divertente». Non ci è voluto altro.

La mia sorellastra sta lì seduta a lamentarsi della quarantena, a piagnucolare che si annoia a morte, a prendermi in giro perché all'una del pomeriggio mi sto facendo una sega guardando tizie nude su internet. Brontola che vuole uscire, tirare due calci a un pallone, guardare un film - ma non le piacciono comunque le cose strane che guardo io. Quindi ho detto, fanculo, meglio divertirci un po'.

Mi sono calato i pantaloni e le ho mostrato la merce.

Prima fa tipo «Zio, sei troppo strano, sei mio fratello». E poi non riesce più a smettere di guardare. Distoglie lo sguardo e lo riporta subito. E un attimo dopo si abbassa i pantaloncini, si sfila le mutandine, alza le gambe sulla sedia così ho una bella visuale libera su quella fighetta bagnata, e comincia a giocarci con le dita proprio davanti a me. A quanto pare l'altro giorno mi aveva dato un'occhiata al cazzo sotto la doccia - e non sapeva che ce l'avevo così grosso.

Poi si mette in ginocchio.

Si ficca la faccia tra le mie gambe e comincia a leccarmi le palle, lenta e piena di saliva. Gioca con il mio cazzo, lo lavora con la mano, e poi - senza fare la preziosa, senza esitare - se lo prende tutto in bocca e comincia a succhiarlo. Bagnato, affamata, fino a soffocare in fondo.

A quel punto non resta più niente dell'imbarazzo fratellastro-sorellastra. Solo la sua bocca, il mio cazzo e un sacco di saliva. «Molto meglio che guardare un cazzo di film» - e sì, lo era.

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